Conosciamo sempre meglio san Francesco di Paola patrono della Calabria
L’eremo di san Francesco di Paola:
luogo di incontro e di comunione.
di P. Giovanni Cozzolino, O. M.
Davvero bello e innovativo è il nostro san Francesco di Paola, quando incomincia a costruire sia il suo eremo, a Paola nel 1435, che gli altri eremi Paterno Calabro nel 1467, Spezzano della Sila nel 1474, Corigliano Calabro nel 1476 e Milazzo nel 1480 fino al suo eremo a Tours, in Francia nel 1483.
L’eremo di san Francesco di Paola non è un luogo isolato dalla vita sociale, come gli antichi eremiti che si estraniavano dal mondo in tante grotte di montagna o luoghi impervi e loro stessi non si curavano nell’aspetto fisico, vedi barba, capelli ecc., tanto che quando erano scoperti o incontrati per caso era addirittura difficile riconoscerli come uomini!
L’eremo di san Francesco di Paola era luogo di incontro e di comunione per tutti, di facile accesso ed espressione della massima libertà, perché nel suo eremo non c’era orario né tantomeno scelta di persone ma tutti potevano essere accolti senza distinzione e lui stesso si curava fisicamente, vedi barba e capelli ecc, tanto che emanava sempre un buon profumo!
E tutto ciò accadeva, perché il nostro san Francesco di Paola ha avuto la genialità di organizzare sia lo spazio sia il tempo in prospettiva teologica.
Lo spazio per san Francesco di Paola era diviso in tre settori:
a) il romitorio o cappella come luogo della preghiera pubblica;
b) il suo eremo e quello dei frati come luogo della vita privata;
c) l’atrio o il chiostro o viale come luogo della vita pubblica.
L’indicazione che san Francesco di Paola ci vuole dare è abbastanza evidente: egli mette insieme tutto lo spazio immaginabile, religioso o profano, privato e pubblico per farci comprendere che la sua azione interessa l’essere umano in tutte le sue dimensioni e, certamente, nel favorirgli l’incontro con il Signore Gesù, Salvatore di ogni uomo.
L’azione di san Francesco di Paola non si limita allo spazio religioso, ma investe la sfera dell’amicizia e si spinge ad incontrare tutti, ricchi e poveri, nobili e plebe per portare tutti a praticare la vita nuova del Vangelo, attraverso il suo esempio penitente di predica salutare, e non di professore o maestro, ma con concretezza piena di umiltà nell’annuncio della conversione per tutti ad una vita piena, che è quella di mettere Dio sempre al primo posto nella propria vita .
Il nostro san Francesco di Paola, oltre ad organizzare lo spazio, organizza anche il tempo e pone la geografia a servizio di una prospettiva teologica:
a) la giornata di san Francesco di Paola si apre con la preghiera pubblica nel romitorio o cappella;
b) poi vi è il lavoro penitenziale, l’amore al prossimo, la carità, l’accoglienza di tutti ecc,
c) al tramonto del sole si ritira nel suo eremo, tempo della preghiera privata in contemplazione del Crocifisso.
Notiamo, quindi, che la giornata del nostro san Francesco di Paola si apre con la preghiera pubblica e si chiude (aprendone un’altra) con la preghiera solitaria e si snoda attraverso le opere, l’accoglienza, il lavoro, la carità: la sua è una giornata in cui c’è l’elemento di lotta per la vita e della contemplazione per la vita; lo stare insieme con gli amici e il mescolarsi con la gente, l’attenzione alla miseria umana e l’attenzione a Dio, l’entrare e l’uscire, il darsi e il sottrarsi.
La giornata di san Francesco di Paola, però, diventa completa quanto a significato, soltanto quando al tramonto del sole si reca nel suo eremo nella solitudine per pregare: questo momento è la cerniera che chiude una giornata e ne apre un’altra, è fine e principio al tempo stesso.
Bisogna, però, apprestare la massima attenzione nella comprensione di come san Francesco di Paola valorizza il tempo e lo spazio in una prospettiva teologica, perché ad una prima lettura si potrebbe cogliere subito il contrasto tra città-eremo e gente-solitudine, la città come il momento dell’ attività, l’eremo come momento della preghiera, la gente come ‘luogo’ dell’incontro con gli altri, la solitudine come ‘luogo’ dell’incontro con Dio.
Ma, per il nostro san Francesco di Paola le due realtà non sono così contrapposte come si vorrebbe far credere: così la preghiera può essere una forma di attività e la solitudine può essere il luogo dell’incontro con gli altri, oltre che con Dio; così come il darsi e il sottrarsi non stanno in opposizione, ma sono complementari.
Certo, san Francesco di Paola non ritiene esaurito il suo compito perché ha lavorato, accolto, alleviato le miserie umane e, per intercessione, ha ottenuto anche moltissimi miracoli: la solitudine e la preghiera completano il quadro della sua missione e fanno parte della sua attività.
Per san Francesco di Paola la preghiera non è soltanto il momento culminante del suo essere per il Signore, ma è anche del suo essere per gli altri ed è nella preghiera che san Francesco di Paola continua il suo servizio a favore degli uomini, perché li porta al Signore e li fa incontrare con il Signore: egli nella preghiera è in azione e prolunga la sua carità per tutti.
Per questo motivo, san Francesco di Paola esce sempre dalle collocazioni di chi pretende ‘definirlo’: egli, gigante di equilibrio che emerge nella storia della santità della Chiesa, esce continuamente dagli schemi degli uomini.
L’eremo di san Francesco di Paola è il luogo delle decisioni imprevedibili e bisogna stare attenti perché la preghiera spesso è invocata per giustificare situazioni di immobilismo, per neutralizzare qualsiasi timido tentativo di ricerca, per ricattare chiunque voglia rischiare qualcosa e, per questo, bisogna legare il concetto di preghiera alla dimensione di imprevedibilità, sorpresa, creatività: un uomo che prega scopre nuovi itinerari.
La preghiera non serve per tenere buoni e neppure per tenere fermi: chi prega veramente non bisogna illudersi di trattenerlo, perché c’è un Altro che gli indica dove andare e l’uomo di preghiera è docile non ai calcoli o alle prudenze umane, ma allo Spirito Santo.
O l’eremo così bello e particolare di san Francesco di Paola ci fa aprire gli occhi sul nuovo, sul non ancora, su zone inesplorate per il Regno, oppure può diventare il luogo del riposo e della falsa sicurezza, della pigrizia mascherata di fedeltà: sono gli occhi aperti che esprimo la differenza tra la preghiera come sonno e la preghiera come presa di coscienza.
La Parola di Dio risponde alle mie domande
La Parola di Dio risponde alle mie domande
di don Vincenzo Carnevale
Il mistero del dolore, soprattutto quello ‘innocente’, trova senso solo se poniamo il nostro sguardo sul Trafitto Crocefisso e se alla Sua sofferenza salvifica ci associamo.
Da sempre, il mistero del dolore (malattia e sofferenza degli innocenti) è motivo di dubbio e di tensione spirituale circa la paternità e la bontà di Dio.
Con Giobbe, tutti noi, abitati come lui, dal male e dalla sofferenza, rinunciando alla visione e logica retributiva della felicità, quale premio per i buoni e dei dolori-tragedie-infelicità, quale castigo – punizione di Dio per i cattivi, liberandoci dall’arroganza di poter giudicare e sindacare Dio, attribuendogli tutto il nostro male, e dall’insipienza di ricordarci di Lui solo per ribellarci e rinfacciargli il male e l’ingiustizia del mondo, siamo chiamati a scoprire che solo Dio può liberarci dal male, se glielo permettiamo. Leggi il resto di questo articolo »
Un libro da gustare e una mostra da vedere per ammirare la Bellezza!
“Santi, santità e santini di Calabria
Un percorso tra storia, arte e pietà popolare”
di Demetrio Guzzardi
di P. Giovanni Cozzolino, O. M.
Un percorso per guardare la propria anima.
“Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”(George Bernard Shaw).
Collezionare santini è una passione affascinante, ma c’è collezione e collezione: un conto, infatti, è raccogliere esemplari che piacciono per il loro aspetto “grafico” o raccogliere santini dedicati a questo o a quel santo, e un conto è chi non si accontenta di vedere l’oggetto ma vuole sapere tutto sulla sua storia: ecco l’opera di Demetrio Guzzardi, che si presenta come un percorso che porta alla fine a guardare dentro la propria anima e, in particolare, porta alla luce “ la vera espressione dell’anima di un popolo in quanto toccata dalla grazia e forgiata dall’incontro felice fra l’opera di evangelizzazione e la cultura locale (1).
Il nome del santo, il nome dell’autore dell’immagine, il tipo di tecnica con il quale è stato realizzato il santino, il periodo e anche l’editore: il tutto è davvero curato nei minimi particolari da Demetrio Guzzardi nella sua opera, che ci porta a comprendere che abbiamo un tesoro sempre con noi, nelle nostre case, nelle auto, nei portafogli, nei luoghi e non ce ne accorgiamo. Leggi il resto di questo articolo »
Domenica 26 febbraio tutti a Paola per la X Marcia della Penitenza: comunicato stampa!
Ordine dei Minimi
Conferenza Episcopale Calabra
Consulta Generale di Pastorale Giovanile Minima
X Marcia della Penitenza
Paola 26 febbraio 2012
La X edizione della Marcia della Penitenza, che quest’anno assume un carattere particolare per la ricorrenza del 50° anniversario della proclamazione di san Francesco quale patrono della Calabria, ha ricevuto il gradito riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha inviato al responsabile dell’iniziativa, padre Giovanni Cozzolino, delegato generale della Consulta generale di pastorale giovanile dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, una medaglia di rappresentanza quale riconoscimento per l’iniziativa che vuole essere un modo per sensibilizzare soprattutto i giovani al grande progetto di vita che la Marcia della Penitenza propone.
La Marcia della Penitenza, afferma padre Giovanni Cozzolino, non è una marcia contro qualcuno, ma una Marcia per un progetto di vita, che, se accolto, trasformerà le coscienze e ci renderà veri costruttori di vita felice, come ci insegna San Francesco di Paola.
Le speranze della Marcia di quest’anno sono incentrate afferma sempre padre Giovanni Cozzolino, sullo slogan “Amate la Pace… Amate il Bene Comune” (San Francesco di Paola, dalla Lettera alla Città di Corigliano Calabro) e il tema vuole contribuire a mobilitare le coscienze sull’amore sempre incessante alla Pace per diffondere una cultura di riconciliazione ed un effettivo amore al Bene Comune da parte di tutti, in questo momento di grave crisi che sta vivendo la nostra società.
Per amare la Pace bisogna impegnarsi tutti per essere liberi da:
• una criminalità organizzata: che perverte la mente e il cuore di tanti giovani, soffoca l’economia, deforma il volto autentico del Sud;
• un’economia illegale: come l’usura, l’estorsione, l’evasione fiscale, il lavoro nero ecc.;
• la disoccupazione: la quale tocca in modo preoccupante i giovani e si riflette pesantemente sulla famiglia, cellula fondamentale della società;
• l’emigrazione dei giovani: il flusso migratorio dei giovani, soprattutto fra i venti e i trentacinque anni, verso il Centro-Nord e l’Estero, è la risultante delle emergenze sopra accennate e ai giovani bisogna far comprendere che loro sono i protagonisti di un Sud e di una Calabria migliore e che tutto ciò è questione di cultura e di una nuova mentalità e che non bisogna andare a cercare lontano un pezzo di terra pulita su cui mettere i piedi, ma produrla dove ci troviamo.
Per amare il Bene Comune bisogna impegnarsi tutti nel:
° favorire una cultura della cittadinanza, del diritto, della buona amministrazione e della sana impresa:
° puntare in un rinnovato impegno serio e coerente nei diversi settori dell’agire sociale e nella politica, come servizio al Bene Comune;
° essere tutti veri protagonisti e testimoni di libertà: i giovani del Sud sanno bene che cosa significhino omertà, favori illegali consolidati, gruppi di pressione criminale, territori controllati, paure diffuse, itinerari protetti ecc;
° i giovani del Sud sanno anche che le idee, quando sono forti e vengono accompagnate da un cambiamento di mentalità e di cultura, possono vincere i fantasmi della paura e della rassegnazione e favorire una maturazione collettiva in una prospettiva di impegno per il cambiamento e per testimoniare la libertà nel e del Mezzogiorno;
° l’esigenza di investire in legalità, fiducia e rettitudine: lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del Bene Comune.
P. Giovani Cozzolino,
delegato generale per la Pastorale Giovanile
dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola
COSA BISOGNA SAPERE PER PARTECIPARE
° I Kit della Marcia disponibili sono 1.000, e comprendono i sussidi , a cura di P. Giovanni Cozzolino: “Quaresima tempo per amare con san Francesco di Paola”, “Via Crucis Penitenziale con san Francesco di Paola”, “Il Santo Rosario Minimo”, “Libretto Marcia e Veglia di Preghiera”, “Led della X Marcia della Penitenza” (2 Euro) . E’ necessario prenotarsi entro il 16 febbraio 2012 inviando una e-mail a consultapgm@tiscali.it o telefonando allo 360/ 218515;
° Per tutti coloro che partecipano alla Marcia è necessaria sempre la prenotazione per una buona organizzazione della stessa e 1.000 “Libretti Marcia e Veglia” sono in omaggio per chi si è prenotato entro il 16 febbraio 2012;
° Per realizzare striscioni sul sito www.giovaniminimi.it troverete “Le più belle espressioni di san Francesco di Paola”: lo striscione più bello riceverà un quadro del nostro Santo!
* Per l’ occasione del 50 anniversario della proclamazione del nostro Santo quale Patrono della Calabria, nella piazza di Paola, presso lo stand della Consulta, sono disponibili parecchi sussidi (libri, sussidi, cd, dvd ecc.) sempre su san Francesco di Paola (5 Euro a confezione) che si possono prenotare entro il 16 febbraio 2012 inviando una e-mail a consultapgm@tiscali.it o telefonando allo 360/ 218515.
* Coloro che sanno suonare la chitarra sono pregati di portarla (non è previsto nella Veglia nessun coro, ma che si canti insieme sullo stile delle GMG): i canti sono noti e, cioè, Emmanuel, Ogni mia Parola, Vieni Vieni Spirito di Cristo!
Notizie e Kit sulla X Marcia della Penitenza del 26 febbraio a Paola
° I Kit della Marcia disponibili sono 1.000, 2 Euro cadauno, e comprendono i sussidi “Quaresima tempo per amare con san Francesco di Paola”, “Via Crucis Penitenziale con san Francesco di Paola”, “Il Santo Rosario Minimo”, “Libretto Marcia e Veglia di Preghiera”, “Led della X Marcia della Penitenza”: è necessario prenotarsi entro il 16 febbraio 2012 inviando una e-mail a consultapgm@tiscali.it o telefonando allo 360/ 218515;
° Per tutti coloro che partecipano alla Marcia è necessaria sempre la prenotazione per una buona organizzazione e 1.000 “Libretti Marcia e Veglia” sono in omaggio per chi si è prenotato entro il 16 febbraio 2012;
° Per realizzare striscioni sul sito www.giovaniminimi.it troverete “Le più belle espressioni di san Francesco di Paola”: lo striscione più bello riceverà un quadro del nostro Santo!
* Per l’ occasione del 50 anniversario della proclamazione del nostro Santo quale Patrono della Calabria, nella piazza di Paola, presso lo stand della Consulta, sono disponibili borse con parecchi sussidi su san Francesco di Paola e (5 Euro cadauno) e sacche contenenti cd e dvd sempre sul nostro santo (5 Euro cadauno) che si possono entro il 16 febbraio 2012 inviando una e-mail a consultapgm@tiscali.it o telefonando allo 360/ 218515.
* Chi sa suonare la chitarra è pregato di portarla (non è previsto nella Veglia nessun coro, ma che si canti insieme sullo stile delle GMG): i canto sono noti e, cioè, Emmanuel, Ogni mia Parola, Vieni Vieni Spirito di Cristo!
Prenotazioni per la X Marcia della Penitenza del 26 febbraio a Paola
1-3) Parrocchia san Francesco di Paola e san Rocco di Pizzo Calabro (Kit 160);
4) chiesa san Francesco di Paola di Cosenza (Kit 50);
5) Soriano parrocchia s. Martino – Protezione Civile 50
6) Associazione Sacro Cuore Dasà parrocchia Gerocarne 50
7) Comitato Provinciale Arcipesca Fisa – Protezione Civile
- Francica – S. Gregorio 50
Comitato Provinciale Arcipesca Fisa – Protezione Civile Zambrone – Ricadi 50
9) Comitato Provinciale Arcipesca Fisa – Protezione Civile Maierato -S . Onofrio 50
10) Asocciazione Promo Arena Protezione Civile 50
11) Parrocchia Vazzano 50
12) Parrocchia Dinami 50
13) Comitato Provinciale Pizzoni Arcipesca Fisa – Parrocchia Sorianello – 50
14) Comitato Provinciale Arcipesca Fisa – Protezione Civile Pizzo 50
15) CGPGM 40
Totale prenotazioni pervenute entro 06-2-2012 Numero 750
Ma nel nostro Occidente davvero crediamo in Gesù Cristo?
Ma nel nostro Occidente davvero crediamo in Gesù Cristo?
di P. Giovanni Cozzolino, O.M.
Nel nostro occidente ci chiediamo come mai la religione cristiana ha sempre meno spazio nella sfera pubblica? Per il cristianesimo il secolarismo militante è tanto pericoloso quanto l’ateismo militante. Infatti, tendono entrambi ad escludere la religione dalla sfera pubblica e politica, relegandola in un ghetto e confinandola nell’ambito della …… devozione intimistica privata. L’iniziazione di un adulto alla vita cristiana si svolge secondo degli itinerari abbastanza simili, che si tratti dell’Africano di Cartagine nel IV secolo o del contadino del Ciad e dell’operaio di periferia nel XXI secolo. Ma il fondo cambia: quello di una società più o meno segnata dal cristianesimo o dal paganesimo, quello di una mentalità modellata da un insegnamento, un’informazione, una cultura che veicola o rifiuta totalmente dei valori religiosi. Ora i colori di questo sfondo si sono nettamente accentuati in una tonalità dominante: quella dell’incredulità generale di massa. Tale incredulità è talmente diffusa che si potrebbe dubitare che la religione abbia ancora qualche futuro nel XXI secolo… “Dio è morto. I culti stanno per morire. Le Chiese si decompongono di giorno in giorno sempre di più”: si è spesso predetto in questo genere di amalgama audace l’avvento decisivo dell’ateismo di massa come viene augurato dall’UAAR.
Primo sintomo: la nostra società si è desacralizzata. L’Ospedale di Dio si chiama oramai Azienda sanitaria locale. La Sicurezza Sociale ha rimpiazzato l’elemosina della carità, spesso fatta in suffragio delle anime sante del purgatorio, e realizzata dalle congregazioni religiose di carità ormai quasi del tutto scomparse per la mancanza di vocazioni europee. I registri di battesimo hanno da molto tempo ceduto il posto ai registri di stato civile per segnare l’entrata ufficiale di un bambino nella società. L’inzolfatura sembra detronizzare le grandi preghiere tradizionali dei vignaioli contro gli insetti: e si opporrebbero volentieri all’efficacia tecnica dell’irrigazione, alle orazioni … Tutto questo noi lo sappiamo da molto tempo: si utilizza anche una parola Leggi il resto di questo articolo »
Nel 50° anniversario della proclamazione di san Francesco di Paola quale patrono della Calabria riscopriamo l’attualità del suo messaggio
L’attualità di san Francesco di Paola
di P. Giovanni Cozzolino, O. M.
San Francesco di Paola è una predica salutare che fa dell’azione concreta e dell’impegno morale gli strumenti per testimoniare il progredire di bene in meglio; è esempio che stimola l’atto di libertà personale, di libera e cosciente adesione ai valori della vita, della libertà del bene attraverso non le parole, ma mediante la concretezza dell’agire, che fa della testimonianza lo strumento per diffondere e affermare i principi della dignità e della sacralità dell’uomo: l’uomo è al centro della vita di Francesco di Paola, l’uomo come tempio di Dio, come luogo sacro da difendere e da valorizzare, ma anche come soggetto perfettamente inserito nella storia, di cui Egli conosce le contraddizioni e le angosce e di cui condivide la straordinaria ricchezza.
Tutta la vita di Francesco di Paola, poi, è attraversata dalla ricerca dell’essenzialità, di ciò che riconduce l’uomo alla verità dell’esistenza e, oggi, bisogna riscoprire la cultura dell’essenzialità- diffusa da san Francesco di Paola – per sfuggire ai condizionamenti di un banale atteggiamento consumistico: bisogna diffondere la cultura dell’essenzialità come difesa del valore dell’uomo come superamento di un’ideologia di affermazione di effimeri prodotti e apprendere la vera essenza delle cose e per ridare valore alla vita. Leggi il resto di questo articolo »
Le più belle espressioni di san Francesco di Paola
Le più belle espressioni di san Francesco di Paola
di P. Giovanni Cozzolino, O. M.
* Confidate nel Signore, che vi aiuterà.
* Abbiate grande fede in Gesù Cristo.
* Chi non ha fede tanto meno può avere grazia.
* Conformatevi al divino volere.
* Operiamo per carità.
* Lasciamo fare a Dio: ne avrete benefici spirituali e temporali.
* Comportatevi bene, vivete nella rettitudine, osservate i comandamenti.
* Servite Dio devotamente e avrete grazia.
* Cercate di vivere nel bene, con ogni bontà e purezza, nel santo timor di Dio.
* A chi ama Dio tutto è possibile.
* A coloro che servono Dio tutte le creature gli obbediscono.
* Guardatevi da ogni male, fuggite i pericoli in qualunque luogo andiate o dimoriate.
* Siate benigni, modesti ed esemplari. Leggi il resto di questo articolo »







































