Francesco di Paola come Giovanni Battista: essere voce che grida nel deserto-eremo…

indexFrancesco di Paola come Giovanni Battista: essere voce che grida nel deserto-eremo “Preparate la via al Signore”!.

di P. Giovanni Cozzolino, O.M.

Che tipi strani e inquietanti sia Giovanni Battista che Francesco di Paola, che, pur confinati nel deserto – eremo, richiamano attorno a sé le folle. Logico che le loro predica­zioni destino serie preoccupazioni nelle autorità religiose e civile del loro tempo.

Neppure a pensarci che Giovanni Battista si presenti a Gerusalemme di­nanzi al Sinedrio per essere interrogato.

Neppure a pensarci che Francesco di Paola si presenti a Napoli di­nanzi al re Ferrante per essere interrogato.

Bisogna rassegnarsi a man­dargli una delegazione ufficiale, una specie di tribunale ambulante, che ascolti la loro «testimonianza » per Giovanni Battista nel deserto, per Francesco di Paola all’eremo di Paterno

Obbligati a precisare la propria identità, Giovanni si definisce come « voce »,  lui è semplicemente una voce: « Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore »; mentre a Paterno Francesco di Paola si rende invisibile ai soldati mandai lì per arrestarlo e, addirittura, li converte.

Ma a noi la cosa, oggi, non ci impressiona più di tanto: ci sono molte voci che « gridano » nei nostri paraggi, sulle piazze del mercato e dei comizi, per le vie, dalle colonne dei giornali, nei microfoni più assortiti e più assordanti.

Sono voci che entrano nelle case attraverso il piccolo schermo della televisione.

Sono voci che impongono di acquistare quel prodotto, di non la­sciarsi sfuggire quell’occasione, di mettersi in marcia contro qual­cuno o qualcosa, adottare quegli slogans, indignarsi, entusiasmarsi, votare, firmare, protestare, accettare certe menzogne « garantite », a differenza di quelle dell’avversario…

Sono voci che ci inculcano la sete del guadagno, del successo, dell’odio, del­la violenza, del comfort, del piacere, della furbizia, del calcolo…

La voce di Giovanni, come quella di Francesco di Paola, è unica, insolita: « Preparate la via del Signore »: quasi ad ammonirci che le nostre strade più battute ci fanno mancare l’appuntamento decisivo. Ad avvertirci che il Signore ar­riva da un’altra parte.

Penso che forse la testimonianza  tipica del vero cristiano oggi è proprio questa: essere, nel gran frastuono, voce diversa, come quella di Giovanni Battista e Francesco di Paola.

Questa voce diversa deve avere il coraggio, vor­rei dire l’ingenuità, di denunciare la non praticabilità  di certe strade, pur frequentatissime, in rapporto alla gioia vera e alla salvezza.

Questa voce diversa deve avere il coraggio  di dire che le nostre corse affannose risultano inconcludenti rispetto all’unica ri­cerca degna dell’uomo che è la sua piena realizzazione e l’incontro con Colui che viene.

Questa voce diversa deve avere il coraggio di chiarire che, sulla strada dell’avidità, del­l’egoismo, della recita , dell’inganno, è impossibile, non solo improbabile, essere degnamente uomini e trovare Dio.

E non importa che questa voce risuoni nel deserto-eremo dell’indiffe­renza, dell’ostilità preconcetta, del sarcasmo più volgare: la verità va detta, quelle denunce vanno fatte, indipendentemente dall’ac­coglienza, così come hanno fatto Giovanni Battista e Francesco di Paola.

Ogni cristiano che è profeta, in virtù del battesimo, non è uno che si ponga il problema se la sua predica­zione abbia successo oppure no, se valga la pena parlare oppure non convenga piuttosto badare ai fatti e interessi propri.

Ogni cristiano che è chiamato ad essere testimone autentico sa che quella parola, anche se impopo­lare, inattuale, non può tenerla per sé: gli è stata affidata perché la gridi , non perché la risparmi nel calcolo delle convenienze.

Non sta a lui valutare se la sua voce solitaria cambia qualcosa: al di là dei risultati verificabili, un equilibrio viene modificato, un assetto è sconvolto, per il fatto stesso che la parola di testimonianza alla luce è stata pronunciata.

Gli uomini possono anche continuare a prendere sul serio le voci del circo, della vanità, delle mode: ma è importante che qualcuno avverta che la via da preparare è un’altra.

Ogni cristiano che è chiamato ad essere testimone dovrà rispondere, non dei risultati ottenuti, ma della fedeltà al messaggio della Via, Verità e Vita.

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