Mons: Giuseppe Morosini: Il Natale ha distrutto la solitudine dell’uomo, ne ha cancellato la disperazione, ha riacceso per lui le luci della speranza e della vita.

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Mons: Giuseppe Morosini: Il Natale ha distrutto la solitudine dell’uomo, ne ha cancellato la disperazione, ha riacceso per lui le luci della speranza e della vita.

 Carissimi fedeli cristiani e carissimi non credenti,

Permettetemi quest’anno di superare il consueto buonismo verbale così diffuso in questi giorni, che precedono la festa del Natale. Supero questo buonismo non perché rifiuto il richiamo dei temi e propositi di bontà e di accoglienza nei nostri rapporti interpersonali: essi sono grandi valori che i cristiani devono predicare in forza della propria fede. Metto da parte il buonismo per richiamare tutti alla verità del Natale, che stiamo smarrendo.

Il Natale per i cristiani è la memoria dell’Incarnazione del Figlio di Dio fatto uomo.

Un mistero straordinario che ha messo in relazione diretta Dio e l’uomo, la condizione divina e quella umana, nel senso che Dio partecipa della nostra dimensione umana, anche delle condizioni più tragiche, e l’uomo viene elevato alla dignità di figlio di Dio.

Quell’evento ha distrutto la solitudine dell’uomo, ne ha cancellato la disperazione, ha riacceso per lui le luci della speranza e della vita.

Il cristiano che contempla il presepe legge nella fragilità di un bimbo e nella povertà e semplicità di una famiglia la verità di un Dio che si accompagna all’uomo, ne sposa le condizioni di vita e diventa così misericordioso, rendendosi capace di venire in aiuto di quelli che subiscono la prova (Eb 2, 18).

I cristiani a Natale celebrano questo evento unico nella storia umana e sanno che questo mistero si estende per tutta la storia dell’uomo e all’interno della vita ciascun uomo, di generazione in generazione. È l’evento che accompagna il divenire della storia.

L’Incarnazione in quanto condivisione di Dio con la vita dell’uomo, è un mistero in divenire perché sempre, sino alla consumazione dei secoli, accanto ad ogni uomo che soffre c’è Dio che soffre con lui: sarò con voi sino alla consumazione dei secoli. Ecco perché ogni anno parliamo di nuova nascita.

A Natale noi cristiani ci sentiamo incoraggiati a vivere e guardiamo con speranza al di là di ogni sofferenza e dolore, perché sappiamo che Dio sta sempre accanto a noi e soffre con noi, condividendo ogni nostro dolore e difficoltà.

Ai fratelli che non credono più o sono distratti dal consumismo imperante e cercano di riempire il vuoto di questa festa, ricca di luci e di fascino umano, sventolando i valori umani della bontà e dell’accoglienza, vogliamo dire che proprio la riscoperta del mistero cristiano ci aiuta a fondare sul mistero del rapporto di Dio con l’uomo tutti i valori umani, che vogliamo vivere a Natale per non sentirci soli e disperati.

A tutti auguri di buon Natale, soprattutto a chi soffre per malattia, per vecchiaia, per solitudine, per dissapori familiari, per perdita o mancanza di lavoro, per lontananza dai loro nuclei familiari.

Un pensiero particolare per i detenuti nelle carceri e per gli immigrati non cristiani, che partecipano per la prima volta alla nostra festa. Siate felici anche voi mediante quell’abbraccio che vi diamo in nome di un Dio che si è fatto bambino per stare accanto a noi.

Buon Natale.

+ p. Giuseppe

 

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