SAN FRANCESCO DI PAOLA E IL SUO TEMPO: NUOVE IPOTESI DI DATAZIONI!!!

 

SAN FRANCESCO DI PAOLA E IL SUO TEMPO: NUOVE IPOTESI DI DATAZIONI

di P. Giovanni Cozzolino, O.M.

• Francesco Martolilla (il cognome lo rileviamo da un atto notarile), nasce a Paola il 27 marzo 1416 (dalla bolla di canonizzazione).
• Francesco è glio di Giacomo Martolilla e Vien- na di Fuscaldo: in realtà non esiste Santa Vienna ed è strano che non si sappia il cognome (viene chiamata così, perché tutti i testi dicono che Gia- como si è sposata con una danna brava, buona e cattolica «che viene dal castello di Fuscaldo»: per me rimane l’illustre sconosciuta.

• Il marito di Brigida, la sorella di San Francesco ha per cognome D’Alessi: i D’Alessi già a ne 1500 è scritto dagli scrittori siciliani, come il Perdichizzi, sono siciliani e precisamente di Barcellona di Pozzo di Goto; questa notizia è ripresa subito dai Bollandisti, dal Toscano e dal Perrimezzi, ma poi, ne ignoriamo il perché, non è stata più tenuta in considerazione soprattutto dagli storici minimi: eppure, spieghrebbe il motivo per cui il nostro santo va più volte in Sicilia per visitare i parenti: dall’1 al 4 aprile 1464, giorni di Pasqua e attraverso lo Stretto di Messina in modo miraco- loso e come frate sconosciuto; nel 1479 (secondo il Processo Calabro); nel 1482 perché lì lo trovano gli inviati del re francese Luigi XI, così come si spiega la discendenza calabro e francese dei nipoti del nostro santo che hanno per cognome D’Alessi;

• La mamma di San Francesco nel 1467 è ancora viva come afferma il teste 5 del Processo Cosentino, riteniamo che sia nata intorno al 1398, che nel 1400 si sia sposata con Giacomo, e che intorno al 1418 sia nata la seconda glia Brigida. Il «lungo tempo», di cui parla l’Anonimo è da intendere secondo gli usi di allora, non bisogna dimenticare che la Vita dell’Anonimo è un certamen agiogra- co scritto nel 1513 in vista della canonizzazione del nostro santo; il testo fu consegnato al nuovo papa Leone X, che sarà il ponte ce che lo cano- nizzerà.

• Francesco di Paola compie il famulatus a San Marco Argentano nel 1429, perchè le Costituzioni Martiniane, emanate nel 1430, obbligavano i responsabili dei conventi ad accogliere ragazzi che avevano almeno 14 anni.

• Francesco di Paola, accompagnato dai genitori, compie il pellegrinaggio vocazionale nel 1430: per il perdono di Assisi nella città umbra e a Roma.

• Al ritorno in Calabria, dal 1430 al 1435, in un podere dei suoi genitori, è eremita solitario nella grotta di Paola. Nel 1435 dei giovani lo vogliono seguire in questa sua scelta, con la benevolenza di mons. Berardo Caracciolo Pisquizi, sarà arcivescovo di Cosenza dal 1424 al 1452, gli succederà il nipote mons. Pirro Caracciolo Pisquizi (1452- 1484). L’approvazione o semplicemente il nulla osta a vivere in modo comunitario, avviene nello stile calabro-greco-bizantino, con la benedizione e la posa di una croce; inizia cosìla cellula cenobita dei minimi.

• Questo stato di fatto rimane immutato no al 1467 quando dal Vaticano viene inviato il visitatore apostolico mons. Berardino De Gutrossis, che dopo l’incontro positivo con il nostro santo, ne rimane affascinato, ritorna a Roma chiedendo di seguire di Francesco di Paola, cosa che gli viene concessa dal papa nel 1470
• Padre De Gutrossis, laureato in utroque jure ed in uente nella Curia romana, provvede alla si- stemazione giuridica con la stesura delle Regole e costituzioni che si osservano (con uite nella ProtoRegola) ed è l’autore della Decet Nos, che è una sanatio giuridica o ctio juris, con la quale mons. Berardino Caracciolo, grande estimatore del nostro santo, sistema giuridicamente dal 1452 in poi ogni cosa e fa anche dei passi che vanno anche oltre; afferma padre Roberti: «Si è disputato se l’arcivcscovo potesse concedere tale esenzione al nuovo istituto da ogni sua giurisdizione. Alcuni hanno voluto supporre che il prelato fosse a ciò autorizzato dal Sommo Ponte ce; ma ciò non risulta da nessun documento, anzi è contradetto dalla stessa Costituzione, ove si legge che egli opera ex certa nostra scientia, motu proprio etc. Altri hanno voluto vedere in queste parole l’espressione di un voto personate dell’arcivescovo. Forse è meglio supporre che l’arcivescovo con questa dichiarazione, di cui egli stesso conosceva il poco valore (e perciò aggiunse la clausola quantum cum Deo possumus), intendeva indurre la Sede Apostolica a promulgare questo privilegio in favore del nascente istituto».
• Occorre distinguere tra San Francesco di Paola eremita viandante che è libero di andare dove viene chiamato per portare consolazione no al 1470 e San Francesco di Paola costruttore di eremi che nel cosentino incomincia ad edificare dal 1470 in poi e fuori dalla diocesi di Cosenza dopo l’approvazione della Sedes Apostolica del 1474 e ciò si protrae fino al febbraio 1483 quando parte per la Francia.

• I Processi Cosentino e Turonense vengono istituti per la canonizzazione del nostro santo; quello Cosentino inizia il 4 luglio 1512 e termina il 25 giugno 1513, mentre quello Turonense inizia il 19 luglio 1513 e si conclude il 7 dicembre 1513. Il breve di beati cazione viene promulgato dal papa, senza che in Vaticano siano giunti i verbali dei Processi tradotti dal calabrese in latino; arriveranno a Roma, intorno 1516; da uno studio del P. Paolo Raponi sul miracolo dello Stretto, apprendo l’esistenza addirittura di una Prcesso Siculo!

• Il Processo Calabro, voluto per maggiore sicurezza per la proclamazione della santità di Francesco di Paola, perché nella confusione ecclesiale di allora con il passaggio dal rito greco a quello latino era molto difficile che venisse proclamato un santo, soprattutto se calabrese, perché proprio la Calabria era il crocevia di queste vicende storiche. Nella relazione del Simonetta, sono presenti solo i miracoli registrati dal Processo Cosentino e da quello Turonense;

• Il 1° maggio 1519 Francesco di Paola viene proclamato santo da papa Leone X.

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