Come vivere il Santo Natale alla scuola di San Francesco di Paola!

Come vivere il Santo Natale alla scuola di San Francesco di Paola

di P. Giovanni Cozzolino, O.M.

Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.

Per primo, naturalmente, si presentò il leone.

“Solo un re è degno di servire il Re del mondo”, ruggì; “io mi piazzerò all’entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al Bambino!”.
“Sei troppo violento” disse l’angelo.

Subito dopo si avvicinò la volpe. Con aria furba e innocente, insinuò: “Io sono l’animale più adatto. Per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato. Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un bel pollo!”

“Sei troppo disonesta”, disse l’angelo.

Tronfio e splendente arrivò il pavone. Sciorinò la sua magnifica ruota color dell’iride: “Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella dei palazzi di Salomone!”.

“Sei troppo vanitoso” disse l’angelo.

Passarono, uno dopo l’altro, tanti animali ciascuno magnificando il suo dono.

Invano. L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene.

Vide però che l’asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.

L’angelo li chiamò: “E voi non avete niente da offrire?”. “Niente”, rispose l’asino e afflosciò mestamente le lunghe orecchie. “Noi non abbiamo imparato niente oltre all’umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate!”.

Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse: “Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche con le nostre code”.

L’angelo finalmente sorrise: “Voi siete quelli giusti!”.

Gesù è nato nella povertà, tra gente semplice e generosa.

Il racconto suggerisce che anche l’asino e il bue della stalla di Betlemme rappresentano virtù particolari: l’umiltà, la mansuetudine, la pazienza.

Tutte le virtù che il mondo prepotente dei nostri tempi ha dimenticato.

Natale Dio vive in mezzo a noi: non dimenticatelo mai, perché tutto questo è vero. Questa è la notte dei miracoli.

Non sono le candele e le lampade che contano, nè la luna o il sole.

Ciò che importa, è che noi abbiamo degli occhi capaci di vedere la gloria di Dio.

E in questa grande notte gli occhi degli uomini, anche di quelli che hanno dentro rabbia e amarezza, si possono aprire a contemplare quello che dalla notte dei secoli gli uomini volevano vedere: il volto di Dio.

Dio ha deciso di farsi conoscere. Lui, l’Onnipotente Creatore del cielo e della terra, si è mostrato in Gesù. Possiamo toccarlo, parlargli, mangiare con lui e scaldarci alla sua amicizia. Dio è vicino: si è fatto uomo!

Annunciate questa incredibile notizia! Dio è con noi. Ditelo a tutti i vostri amici, ai vostri genitori riuniti intorno al presepio o all’albero. Questa è una notizia da diffondere, perché nel cuore degli uomini si metta a brillare una gioia luminosa più di tutti i soli dell’Universo.

Perché si faccia strada anche negli angoli più bui della nostra storia questa sconvolgente certezza: Dio vive in mezzo a

Comments are closed.