P. Giovanni Cozzolino: 28 dicembre  1985 – 28 dicembre 2016 – 32 ANNI DI “AMEN.”

28 dicembre  1985 – 28 dicembre 2016: 31 ANNI DI “AMEN.”

Il sacerdozio è missione di Amen, è amare e lasciarsi amare da Dio, è il “così sia” di ogni giornata, di ogni situazione, di ogni momento della vita.

Il sacerdozio è Amen, perché l’Amen è la vera preghiera del cuore, è il disporsi ad accogliere la vita che nasce, la  vita che muore, la vita che rimane dopo aver  pronunciato l’ultimo Amen.

Il sacerdozio è Amen perché l’Amen è l’essenza stessa del Vangelo, della Parola di Dio, della nostra Chiesa, della nostra Religione, della nostra Fede.

Amen è il pianto di chi è appena nato: è l’ultimo sorriso di chi muore, è l’acqua che sgorgò da quel costato per togliere le scorie da ogni cuore.

Amen è il ciao gridato nella strada a chi va in fretta senza un vero fine, il pane del sapore di rugiada, la breccia spalancata al tuo confine.

Amen è il puro labbro del bambino, l’eterno Corpus Domini della vita, sangue nascosto dentro il dolce vino, e l’ancora per l’anima smarrita.

Amen è il Gesù di Betlemme, il frutto benedetto di Maria,  la verde palma di Gerusalemme, la festa, l’alleluia, l’allegria.

Amen è la croce issata su quel colle da gente vile e ignara di pietà; mai fu compiuto gesto così folle, mai trionfò così la crudeltà.

Amen è il volo di risurrezione che sa di pace, amore e libertà, più giusto non ci fu rivoluzione, mai trionfò così la verità.

Amen è un’alba nuova per il mondo, la Pasqua che ci aspetta all’orizzonte, la fede che ci unisce in girotondo, il sole che ci illumina la fronte.

Amen è il fiore fresco e appena colto, il sogno di chi vive nell’attesa, lo sguardo che si ferma sul tuo volto,  l’amico che ti abbraccia per l’offesa.

Amen è l’immensa gioia di chi ama, è la campana a festa della chiesa, il buio d’un silenzio che ti chiama, la luce fioca di candela accesa.

Amen è il miele d’ogni preghiera, la mano nelle mie notti di paura, la voce che accompagna la mia sera, il porto calmo d’ogni mia avventura.

Amen è il canto di ringraziamento, il ritornello d’ogni litania, il cantico rivolto al Sacramento, che sempre sia lodato. Così sia.

Che il Signore mi dia la forza di proseguire la mia missione di Amen che è di stare ancora più vicino a tutti in questi tempi difficili che stiamo vivendo.

Che il Signore perché mi dia la forza irrobustire la mia fede di Amen, a riscoprire Dio dopo ogni esperienza di peccato, a mantenere viva la speranza, a seminare il bene, a tendere le nostre mani, a guardare il cielo con occhi sempre nuovi, a non stancarmi mai di amare, perché solo così potrò davvero sentirmi degno di essere sacerdote dell’ Amen.

Grazie, o Signore.

Amen. (PG)

 

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