Chi è Costui che, non solo conquista parlando, ma fa tacere e scaccia il maligno per liberare l’uomo, suo fratello?

Marco annota: «Il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. (La gente) si stupiva. del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità. e non come gli scribi » (Mc 1,21-22) L’autorità di Gesù non è superiorità, ma servizio per il bene. L’autorità di Gesù è vera autorità perché, secondo l’etimologia latina augeo , egli fa crescere .

4a Domenica Ordinaria 28 gennaio 2018

TACI! ESCI DA LUI!

Chi è costui che insegna con autorità e comanda agli spiriti impuri e gli obbediscono?

di don Vincenzo Carnevale

 

Marco è l’Evangelista che vuole provocarci alla ricerca, ardente di desiderio e piena di coinvolgimento, di Gesù che, insegnando e operando con potente autorevolezza, rivela la Sua Identità e la Sua Missione. Ci vuole spingere a porci e porre al Maestro insuperabile Gesù domande per conoscere la verità tutta intera su di Lui, per passare dalche cos’è questo?’, al Chi è Costui che, non solo conquista parlando, ma fa tacere e scaccia il maligno per liberare l’uomo, suo fratello.

Gesù sceglie Cafarnao, città pagana, la sua sinagoga, e il giorno festivo, il sabato, per dare inizio alla Sua missione di Maestro, che insegna con autorità, e di Salvatore che scaccia il maligno e salva chi ne era schiacciato!

 

La Parola di Gesù, che ‘insegnava’ con autorevolezza e amorevolezza, azzittisce le potenze del male e libera dalla possessione del maligno e provoca interrogativi e domande sulla Sua persona e sulla Sua missione. Il Suo nuovo e autorevole insegnamento, infatti, non è una opinione o dottrina appresa da altri, come quella degli scribi, ma conduce direttamente alla Sua Persona, che attrae, interroga e dispone ad aderirvi, con libertà e nella totalità di un cuore indiviso, conquistato dalla Sua verità e di una mente illuminata dalla Sua sapienza. Egli chiama, insegna, attira, converte, libera, guarisce e salva!

 

La Sua persona, infatti, non s’impone, ma attira e coinvolge, pone domande alla mente che illumina e dona risposte al cuore di quanti Lo ascoltano con stupore e si interrogano con meraviglia su di Lui. La Parola che esce dalla Sua bocca è diversa da quanti si credono maestri, solo perché trasmettono dottrine e tradizioni di altri e si vogliono imporre con autoritarismo farisaico e non mediante l’autorevolezza e l’efficacia del vero ed unico Maestro Gesù che annuncia quello che fa e realizza ciò che annuncia, perché solo la Sua Parola è potente e creatrice (Gen 1), attualizza tutto quello che dice e che pronuncia perché Egli è la Parola vivente che ridona vita.

 

Gesù, ‘novità’ assoluta perché insegna con autorevolezza, attrae e coinvolge nella Sua Parola, che è sempre nuova ed efficace, perché compie sempre e pienamente ciò che promette e annuncia! Tutto ciò che Gesù dice è ‘nuovo’ e lo insegna ‘con autorevolezza’, perciò, sempre stupisce, conquista, interroga, coinvolge e spinge e guida alla conoscenza della Sua Identità e Missione.

 

Paolo, nella seconda Lettura, non fa classifiche, non provoca contrapposizioni e non vuole redigere graduatorie, ma solo ricordarci che tutti siamo chiamati alla santità di vita da Dio, Creatore e Padre, che ci consegna una missione particolare da svolgere con comportamenti degni e fedeli a quanto Egli ci affida, senza deviare dal fine per cui siamo stati chiamati e inviati. Quello che conta, allora, non è essere sposati o celibi, ma come viviamo da sposati o da celibi e se l’unica nostra ‘preoccupazione’ è quella di cercare e seguire il Signore o quella di cercare le cose di questo mondo che passa e piacere solo a noi stessi, più che al Signore!

 

La prima Lettura, che prepara l’accoglienza della Parola di Gesù e della Sua Persona nel Vangelo, annuncia che Dio sta per mandare un Suo profeta, al quale il popolo dovrà prestare ascolto attento per conoscere la Sua volontà ed eseguirla nell’obbedienza filiale e con fedeltà e fiducia. È Dio a donare al profeta autorevolezza, perché sarà Egli a porre sulla Sua bocca le Sue parole da dire e il modo di comunicare il Suo volere. Il Profeta (composto da pro, ‘al posto di’, ‘a favore di’, e phemì, ‘parlare’), è chiamato e inviato da Dio ad annunciare e trasmettere fedelmente le Sue parole e i Suoi comandi! Egli mai dovrà dire cose che non gli ha comandato Dio, altrimenti ‘dovrà morire’. Anche chi non accoglie le Parole, che egli dirà in nome Suo, dovrà renderne conto. Queste parole di vita, perciò, sono indicazioni vincolanti, per riordinare la propria esistenza secondo la volontà di Dio, sia per il profeta, che annuncia le Sue parole, sia per chi le ascolta.

4a domenica ordinaria28 gennaio 2018

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