9-10 aprile 2018: Sant’Angelo d’Acri a Corigliano Calabro

Sant’Angelo d’Acri, San Francesco di Paola e Corigliano Calabro

di P. Giovanni Cozzolino, O.M.

 

Nel Cinquecento una fitta boscaglia, interrotta da piccoli appezzamenti ulivetati e attraversata dal sentiero che conduceva ai nostri monti presilani, ricopriva l’odierno viale Rimembranze ed il suo prolungamento.

Qui, a mezzo chilometro circa dal già esistente convento di S. Francesco di Paola, giunsero nel 1579 i frati fabbricieri Cappuccini, che, «piantata la Croce» in segno simbolico di possesso (e questo atto mi ricorda l’origine greco-bizantina dei primi eremi fondati dal Santo Paolano nel cosentino!), sul suolo offerto loro dal clero di San Pietro, iniziarono lo scavo delle fondamenta, che si protrasse a lungo, per le difficoltà presentate dalla conformazione del terreno.

Solo tre anni dopo, infatti, essi posero la prima pietra: nel 1582.

Questa tradizionale data di «fondazione» riferitaci dal p. Benedetto Paolocci 1, ripresa dal nostro G. Amato2 e confermata recentemente dallo storico p. Giocondo Leone, archivista della Provincia Cappuccina di Cosenza3, e tuttavia contestata dal Wadding4 e dalla «Relazione Innocenziana»5, che indicano il 1579.

In polemica con tutti, p. F. Russo contesta: «Ma sono tutti in errore»; e, basandosi su un «Memoriale Regio » del 31-VII-1584, afferma che si debba rite nere il 1577 come anno di fondazione 6.

L’importanza di questo convento è legata anche alla sua destinazione ad essere sede di Noviziato e di Studio. Si ha notizia della presenza di Novizi già nel 1591.7

Nel 1650 vi fu posto lo Studio di Teologia 8 e furono diversi i Maestri ed i Lettori, famosi nel loro Ordine e fuori, che si alternarono in questi compiti delicatissimi.

Per la sua «buona capienza» furono celebrati in questo convento diversi Capitoli Provinciali: quello del 1598, che porto all’elezione di Provinciale dell’Ordine il celebre P. Matteo Persiani di Corigliano, e quelli che si tennero negli anni1678,1685,1726 e1770.

Nel 1779 fu sospesa la vestizione dei Novizi, che fu riconcessa con decreto reale nel 1791.

Nel Capitolo del 1799 il convento di Corigliano fu nuovamente designato come sede di Noviziato, insieme ai conventi di Cassano, Saracena e Dipignano 9.

 

Ma la gloria più grande di questo convento è legata al soggiorno che vi fece il più celebre Cappuccino della Provincia: Sant’ Angelo d’Acri, al secolo Luca Antonio Falcone 10.

Il Santo era giunto in questo convento nel 1701, novello sacerdote, con la «patente di predicatore» appena conseguita.

E’ facile pensare che Sant’Angelo d’Acri abbia molto bene la spiritualità e il carisma di San Francesco di Paola (che gli era apparso nel Convento dei Minimi di Spezzano della Sila), considerato la breve vicinanza fisica con il quarto eremo fondato dal Paolano nel 1474: famosissime erano le sue “quaresimali”.

Vi ebbe l’ufficio di Vice Maestro dei Novizi, e si distinse subito per le sue profezie, per la miracolosa predicazione tenuta a S. Giorgio Albanese, per la guarigione della baronessa B. Abenante.

Tornò a Corigliano nel 1717, per compiervi un documentato prodigio, assistendo nell’ agonia fra’ Bonaventura da Rotonda, mantenendo una vecchia promessa.

Nel momento in cui il Santo giunse al convento coriglianese, fra’ Bonaventura stava bene, tanto che nessuno sospettava che fosse invece in procinto di morire.

Il Santo acrese venne ancora a Corigliano per effettuarvi la visita Canonica, in qualità di Provinciale, nel 1719.

Per l’avvio del Processo di Beatificazione furono raccolte a Corigliano ben sei deposizioni o fedi giurate, nel 1743.

E’ stato proclamato santo il 15 ottobre 2017 da papa Francesco in piazza S. Pietro.

Attualmente, si può ammirare nella chiesa di Sant’Anna, il settecentesco quadro appeso alla parete sinistra del presbiterio, l’unico che ritragga a figura intera il Sant’Angelo d’ Acri, che spesso si raccoglieva in preghiera in questa chiesa, durante i suoi giorni coriglianesi e pubblico!

 

  • 1   PAOLOCCI, «Vite degli uomini illustri dei FF. Minori Cappuccinio, Roma, 1656.
  • 2   Amato, op. tit., p. 81.
  • 3  GlOCONDO p. Leone, «J Cappuccini e i loro 37 Conventi in Provincia di Cosenza », Cosen­

za, 1986, II, 132-135.

  • 4   p. Wadding, «AnnalesMinorum», 3a ed., Florentiae, 1931, tomo XXI, p. 208.
  • 5  «Relazione del 2-II-1650», in «Relazione dello stato dei Conventi dei FF. Min. Capp. della di Cosenza fatta nel I650», fotocopia in Archivio Prov. Capp. di Cosenza.
  • 6 FRANCESCO p. Russo, «I Min. Cappuccini della Provincia di Cosenza, Napoli, 1965. Cita Miscellanea Franciscana», 35 (1935), p. 214,.
  • 7 Gravina Canade, «Il convento e la chiesa dei Cappuccini a Corigliano Calabro », in Calabria Letteraria», XXXVIII (1990) n. 1-2-3, pp. 83-88.

8  «Relazione… 1650», cit., n. 6, p. 15.

  • 9  Giocondo p. Leone, cit., I, pp. 222-232.
  • 10  Sul soggiorno coriglianese del B. Angelo d’Acri (1669-+1739) cfr. G. p. LEONE, «Vita del Beato Angelo d’Acri narrata dai Suoi contemporanei», Cosenza, 1988.

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