Santissima Trinità: grande e insondabile Mistero che è solo da vivere e non tanto da ‘capire’, perché, già, vive in me ed io devo solo permettergli di agire in me!

Santissima Trinità

27 maggio 2018

 

SIA BENEDETTO DIO PADRE E L’UNIGENITO FIGLIO DI DIO E LO SPIRITO SANTO: PERCHÉ GRANDE È IL SUO AMORE PER NOI (Antifona d’Ingresso)

di don Vincenzo Carnevale

 

La Natura di Dio è Comunione d’amore: a Questa ogni battezzato è chiamato ad aderire e partecipare nel Figlio e nello Spirito Santo.

Dio-Amore,ci ha creati per amore e per amare, ha scelto il Suo popolo e lo ha liberato e guidato, ‘con segni, prodigi e braccio teso’, come nessun altro dioavrebbe potuto fare’ (prima Lettura); promette e dona lo Spirito, che ci conduce e fa scrutare e ‘leggere’ i segni dei tempi nuovi e ci fa ‘gridare ’da figli il Suo nome e si fa chiamare ‘Abbà’ (seconda Lettura); ha mandato il Figlio, che ci ha redenti e che, ora, ci invia per ‘fare Suoi discepoli tutti i popoli’, battezzandolie insegnandoloro a osservare ‘tutto ciò che ci ha comandato’, assicurandoci che sarà Egli stesso ad agire per mezzo di noi, perché Egli ‘rimane con noi tutti i giorni’ (Vangelo).

 

Celebrare professarel a fede nella Trinità, non vuol dire penetrarne il Mistero, che rimane tale perché superiore alla nostra ragione e possibilità umane. E, anche, perché non si tratta di poter capire, ma di voler vivere nella Trinità, che fonda la nostra vera identità e rivela il valore dell’unità nella diversità e la pluralità delle persone nell’unità della sostanza. Celebrare e professare il mistero della Trinità, dunque, è lasciarsi costruire nell’unità della comunione di amore, conservando la nostra identità e diversità.

 

La Trinità Santissima fonda la mia vera identità, quella di essere Figlio di Dio e la mia missione nel mondo a fare discepoli Suoi tutti i popoli. Questa missione, dono e responsabilità, è più grande di me, come farò? Coraggio e non aver paura! Lo Spirito Santo ti guiderà e ti dirà le parole da dire e il Risorto ha promesso di essere con te, di vivere e di agire in te, sempre e ovunque, fino alla fine del mondo e oltre la morte.

 

Professare il mistero della SS Trinità, non significa, allora, penetrarlo e spiegarlo: questo rimane superiore alla nostra intelligenza.

Perché, allora, Dio ci rivela un mistero che non possiamo capire? Appunto, perché dobbiamo fidarci di Lui e accogliere il Suo mistero non tanto per capirlo, ma per viverlo e viverci ‘dentro’.

 

Se, poi, mi domandi di spiegarti la Trinità, non so risponderti, ti posso, però, dire che mi sento figlio, amato, nonostante il mio peccato e la mia indegnità (cfr Lc. 15,11-32),da mio Padre, che sento e chiamo Papà (Abbà), il Quale sempre mi ascolta, mi capisce, mi accoglie e mi perdona.

 

Un Padre che veglia su di me e mi dona il Figlio Suo, come Fratello, Redentore, Salvatoree Maestroe mi fa vivere del Suo ‘Respiro’, lo Spirito del Suo amore, che mi rigenerae mi ricreacon il Suo ‘vento’, che spazza via le mie miserie, e il Suo ‘fuoco’, che brucia il mio peccato.

Dunque, questo grande e insondabile Mistero è solo da vivere, non tanto da ‘capire’, perché, già, vive in me ed io devo solo permettergli di agirei n me!

Fai clic qui per la meditazione integrale dell’Omelia

SantissimaTrinità 27 maggio 2018

Comments are closed.