A Spezzano della Sila per presentare: “Vita di San Francesco di Paola Eremita e Fondatore tra storia e nuove ipotesi”

Vita di San Francesco di Paola

Eremita e Fondatore

Tra storia e nuove ipotesi

di P. Giovanni Cozzolino, O.M.

 

* San Francesco di Paola nasce il 27 marzo 1416 a Paola da Giacomo Martolilla e Vienna da Fuscaldo,  la mamma è probabilmente di origine siciliana del casato D’Alessi, cognome diffusissimo a Barcellona Pozzo di Goto.

 

* All’età di 13 anni, nel 1429, compie il famulatus(voto fatto dai genitori per la guarigione dell’occhio, miracolo ottenuto per intercessione di San Francesco di Assisi), nel convento di San Marco Argentano:  l’anno è quello giusto perché le Constitutiones Martinianae che prevedevano almeno 14 anni, vengono emanate nel 1430 e, quindi, entrano in vigore nel 1430.

 

* Nel 1430, per il Perdono di Assisi e l’Anno Santo, Francesco di Paola compie un pellegrinaggio vocazionale, accompagnato dai genitori, proprio ad Assisi e Roma.

 

* Sul finire del 1430, al ritorno del pellegrinaggio e con l’intenzione determinata di voler essere eremita, si ritira in un terreno dei genitori, ove vive, nella grotta in compagnia di Gesù Crocifisso, per circa 5 anni.

 

* Nel 1435, si aggregano a Lui alcuni giovani che vogliono vivere come lui e, così, non è più eremita solitario, ma diventa eremita fondatore con l’approvazione dell’Arcivescovo di Cosenza Mons. Bernardino Caracciolo, che avviene con la posizione e benedizione della croce  nello stile calabro greco di rito latino, anche se permangono alcuni elementi del rito bizantino, diventando così il nostro Santo il primo eremita fondatore di rito latino.

 

*Questa situazione rimane fino al 1467, quando il Papa Paolo II invia a Paola il visitatore apostolico nella persona di mons. Baldassare De Gutrossis, il quale rimane affascinato dalla santità di Francesco e nel 1470 entra nell’eremo di Paola, diventando  l’autore dell’assesto giuridico del movimento paolano, non solo mettendo per iscritto il modus vivendi degli eremiti di Paola che confluiscono nella Proto-Regola, ma anche co-autore della Decet Nos nel 1470, con la quale l’Arcivescovo Mons. Pirro Caracciolo non solo sana giuridicamente tutto ciò che riguarda l’eremo di Paola dall’inizio dell’ episcopato dal 1452 in poi, ma amplia, pur non avendone diritto, tale aspetto giuridico mettendo Francesco e  gli eremiti paolani, direttamente alle dipendenze della Sede Apostolica.

 

* Ciò appare strano alla Santa Sede, tanto che il Papa Sisto IV il 18 giugno 1472 ordina a Goffredo de Castro, Vescovo di San Marco, di aprire un’inchiesta per accertare l’esattezza dei fatti e dei privilegi, contenuti nella Decet nos di mons. Pirro Caracciolo, arcivescovo di Cosenza; nel giro di due anni da esito favorevole e lo stesso Pontefice Sisto IV conferma tutti i privilegi degli eremiti di Paola, con la sua bolla Sedes Apostolica emanata il 27 maggio 1474, pone il nuovo Istituto sotto l’autorità immediata della Sede Apostolica e concede all’Istituto tutti i privilegi dei quali godono gli altri Ordini mendicanti;

 

* Da notare  che  il 1473 il  re  Ferrante d’Aragona  dona  la  sua  approvazione a  Francesco  di Paola e  ai  suoi compagni per il Regno di Napoli, forse  per  aggraziarsi Francesco;

 

* Quindi, il  27 maggio  1474,  dopo vari  viaggi  del P.  Baldassare De Gutrossis, definito dal P. Galezzi co-fondatore, arriva finalmente l’approvazione pontificia “Sedes Apostolica”: grande merito,  penso,  ne abbia  il  P. Baldassare De Gutrossis  che  con espedienti  giuridici è  riuscito  nell’ impresa e  da  questo momento  Francesco  di Paola  e  i suoi  compagni possono  non solo  espandersi  nell’Arcidiocesi di Cosenza,  ma andare ovunque  sono  invitati e  richiesti in tutta la Chiesa;

 

* Distinzione  tra  il Francesco  di  Paola pellegrino  e  il Francesco di Paola costruttore degli  Eremi: a mio  avviso,  seppur molto  impegnato  nella costruzione  dell’eremo  di Paola  almeno  fino al  1452,  Francesco si muove  liberamente  ovunque viene  chiamato:  ma  non  in forma ufficiale,  bensì  come pellegrino  –  viandante.

Ciò ha  portato  a confondere  il  Francesco che  viaggia  con  il  Francesco, che  obbediente  alla Santa  Madre  Chiesa, non  osa costruire  conventi, senza  il  permesso del  Vescovo  di Cosenza per  quanto  riguarda la  sua  Arcidiocesi e  l’approvazione  pontificia per  quanto  riguarda quelli  fuori  dell’Arcidiocesi  di Cosenza (1470);  cosa che  avverrà  con la Sedes  Apostolica  del 17  maggio  1474.

 

* Nel 1444 Francesco di Paola va a Paterno come eremita viandante e costruisce il convento dal 1474-1477: qui rimane dal 1470 con una equipe di maestranze abili nella costruzione degli eremi Minimi: d’altronde ancora sull’architrave della chiesa vi è l’scrizione 1444/1477 ed essendo la semplicità uno degli elementi della spiritualità Minima, è facile da interpretare: il 1444 indica la prima andata a Paterno del nostro Santo e il 1477 l’ultimazione essenziale dei lavori dell’ eremo;

 

* Nel 1464, Francesco di Paola, come eremita viandante, accompagnato dal novizio milazzese  Francesco Maisano va per la prima volta in Sicilia chiamato lì per portare consolazione e compie il prodigioso miracolo dell’attraversamento dello Stretto di Messina, anche perché nessun avrebbe osato di dire no ad un frate sessantenne ‘santo vivo’ e conosciutissimo in tutto il Regno di Napoli  ed anche qui è ricordato con l’ iscrizione sul frontale della chiesa di Milazzo l’anno 1464 per indicare la prima andata di Francesco a Milazzo, mentre dal 1479 al 1481 costruisce l’eremo nei suoi elementi essenziali;

 

* nel 1474 – 1476, bisogna pensare che in questi anni Francesco  è molto dinamico e non rimane fermo nei suddetti luoghi, costruisce l’eremo nei suoi elementi essenziali a Spezzano della Sila;

 

* nel 1476 -1478 costruisce l’eremo di Corigliano Calabro, il primo fuori dell’Arcidiocesi di Cosenza, chiamato da Girolamo Sanseverino per la guarigione del figlioletto e gli viene dato il terreno per la  costruzione dell’eremo e, quando manca l’acqua, viene chiamato (quindi non c’era!) per risolvere il problema;

 

* il 2 febbraio 1483 il nostro Santo lascia la Calabria, da Paterno per obbedienza al sommo pontefice Sisto IV che lo invia in Francia, a Plessis  les- Tours per la guarigione de re Luigi XI;

 

* il 25 febbraio 1483 è a Napoli, ove dinanzi al re Ferrante d’Aragona compie il famoso miracolo della moneta che spezzandola ne fa uscire sangue, affermando “Sire, ecco il sangue dei tuoi sudditi, che grida vendetta al cospetto di Dio”: ciò non risulta dalle Fonti Minime, ma viene riportata dalla tradizione e, per me, ciò è molto più bello, perché vuol dire che il popolo riconosceva in Francesco di Paola il difensore dei propri diritti;

 

* Qualche giorno dopo è a Roma, ove viene accolto molto calorosamente dal Papa Sisto IV e dalla corte pontificia.

 

*Subito dopo, si imbarca da Civitavecchia per la Francia e, causa la peste, sbarca a Frejus, liberando questa città dalla terribile pestilenza e, ancora oggi, si ricorda ciò con la cerimonia della bravade.

 

*Alla fine dell’aprile del 1483, il nostro Santo giunge a Tours, accolto anche qui trionfalmente al castello di Plessis, ove subito dice al re che lo guarirà convertendolo alla fede  e il re Luigi XI tornò alla casa del Padre, convertito e con il dono della fede, il 30 agosto 1483.

 

*Rimanendo in Francia, il nostro Santo diventa il protagonista della pace europea di allora: nel 1489 fu uno degli artefici della politica distensiva di Carlo VIII, così come nel 1493 ebbe un ruolo importante nei negoziati che portarono alla restituzione de Rossiglione e della Cerdagna ai Re Cattolici, grazie  alla quale si riappacificarono finalmente Spagna e Francia;

 

* In Francia viene considerato e ammirato il nostro Santo come colui  che incarna l’ansia della Riforma della Chiesa: nel 1489 apre l’ermo di Tours e inizia l’iter dell’approvazione della Regola, che già nel 1493 ottiene una prima approvazione dal Papa Alessandro VI.

 

* Tra il 1493 e il 1499 fonda in Francia altri nove eremi, tra cui quello di Nigeron alle porte di Parigi, così come in Italia fa aprire gli eremi di Crotone e Maida, nel 1494 quello di Genova e nel 1495 in Roma quello di Trinità dei Monti; mentre in Spagna nel 1493 si gettono le basi per gli eremi di Barcellona e Malaga, e in Boemia nel 1495 uno a Kugkeit e l’altro nei pressi di Noà Bistrice nel 1501 e così in Germania a Monaco di Baviera.

 

* nel 1501 si ha l’approvazione della Regola per il Primo e per il Terz’Ordine: è il primo fondatore che fa ciò, mentre per il secondo Ordine è nel 1495 che incomincia con una lettera e nel 1506 scrisse la Regola anche per le monache di clausura: per cui il 28 luglio 1506, con l’approvazione del papa Giulio II, nasce ufficialmente il Secondo Ordine dei Minimi e, di conseguenza l’Ordine dei Minimi strutturato in tre rami: Primo Ordine (frati e sacerdoti), Secondo Ordine (monache di clausura), Terz’Ordine (laici impegnati a santificarsi nel mondo).

 

°Alle ore 10 del 2 aprile 1507, Venerdì Santo, Francesco ritorna alla casa del Padre, spegnendosi a  Tours.

 

* Nel 1512, il 13 maggio, il papa Giulio II fa aprire un processo canonico per la beatificazione, (Il Processo Cosentino e Turonense), ma già il nuovo Papa Leone X il 7 luglio del 1513 approva per i Minimi il culto verso il Fondatore che consentiva la riproduzione della sua immagine ed equivaleva alla sua beatificazione e ciò penso in base alla Vita dell’Anonimo scritta da un discepolo contemporaneo del nostro santo e consegnata al Papa Leone X, prima del 7 luglio 1513 e ciò spiega anche l’assenza di testimonianze dei Minimi calabrese, poi, nel Processo Cosentino, mentre in quello Turonense abbonda  le testimonianze dei Minimi Francesi.

 

* Tra il 1515 e il 1518 dalla Calabria e dalla Francia vengono scritte varie lettere per la canonizzazione di Francesco,  e il tutto confluisce nel  Grande Processo Calabro, del 1516 – 1518.

 

* Il 1 maggio 1519, Domenica in Albis, Leone X procede alla canonizzazione, donando alla Chiesa San Francesco di Paola, come Eremita e Fondatore, canonizzazione che avviene dopo 22 anni dall’ultima fatta in Vaticano nel 1485, con una nuova prassi giuridica che farà da giurisprudenza  per il futuro.

 

* Nel 1562, la tomba del nostro Santo fu profanata dai calvinisti: ed è il martirium post mortem di Francesco di Paola.

 

 

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