CHI VIENE A ME NON AVRÀ FAME E CHI CREDE IN ME NON AVRÀ SETE, MAI!

18aDomenica Ordinaria5 agosto 2018

 

CHI VIENE A ME NON AVRÀ FAME E CHI CREDE IN ME NON AVRÀ SETE, MAI!

di don Vincenzo Carnevale

 

Gesù, Pane dal cielo, dà la vita agli uomini; Gesù Cristo, Figlio di Dio e nostro Salvatore, è Colui che si fa cibo per nutrire la nostra anima e saziare la nostra fame di amore e di verità. Noi dobbiamo solo andareda Lui per ‘non avere più fame’ e dobbiamo crederGliper ‘non avere più sete, mai’.

Credereè nonfermarsiall’esterioritàdel segno, ma cogliernela naturaprofonda e lasciarsi ammaestrare, dissetare e sfamare daGesù, il vero Cibo di vita eterna che il Padre ci ha dato e ci dona.

 

La folla, che ‘vide che Gesù non era più là’, prende le barche e va verso Cafarnao, alla ricercadi Lui che finalmentetrova al di là del mare e Gli pone subito una prima domanda: ‘Rabbì, quando sei venuto qua?’ (vv 24-25). Gesù, risponde e smaschera la vera intenzione che li muove a venire da Lui: Mi cercate perché volete ancora pane, il cibo che ho moltiplicato, come segno per farvi comprendere altro e farvi andare oltre!

Dovete, infatti, cercare il cibo che dura e rimane per la vita eterna e che solo ‘il Figlio dell’Uomo’, sul Quale ‘il Padre, Dio, ha messo il Suo sigillo’, può donarvi (vv 26-27). Gli replicano: ‘che cosa dobbiamo fare, allora, per ‘compiere le opere di Dio’? Dovete andaree crederein Colui che Egli ha mandato, dovete fidarvi di Lui, ascoltare e obbedire la Sua Parola, seguirLo e imitare il Suo esseree il Suo agire(vv 28-29).

Alla risposta di Gesù, muovono un’altra domanda-pretesa: quale segnoci fai ‘vedere’, sull’esempio di Mosè, che diede nel deserto la manna da mangiare e quale opera compi perche ti possiamo ‘credere’?

Gesù risponde e precisa: È stato il Padre Mio, non Mosè, a dare la manna, ‘un pane dal cielo’, ai vostri padri ed ora, Egli vuole darvi quello vero: ‘Colui che discende dal cielo per dare la vita al mondo’ (vv 30-33). ‘Allora Gli dissero, ‘Signore, dacci sempre questo pane’ (v 34).

Che ‘tipo’ di pane cercavano, lo sapeva Gesù e lo sappiamo anche noi, ora! È il cibo che perisce e che non toglie la fame, che sempre rinasce, mentre Gesù parla di Sé, Pane vivo che il Padre Suo ci dona per saziare la nostra fame per sempre: ‘Io sono il Pane della vita; chi vienea Me non avrà fame e chi credein Me non avrà sete, mai’ (vv 34-35).

Io, Tu, Noi, perché ‘cerchiamo’ Gesù? Ma, noi, andiamoe crediamodavvero Gesù, Via, Verità e il Pane vivo che dona la vera vita? Allora, è fondamentale interrogarsi sinceramente sul perché io cerco Gesù. Anche gli Ebrei (prima Lettura) nel deserto, a modo loro, protestando, cercano Dio, ma lo cercano per una pura necessità materiale: hanno bisogno di cibo e mormoranoe lo pretendono! Anche le folle, nel Vangelo, cercano Gesù, ma, in fondo, non vanno più in là della ricerca materiale di pane e di segni che non vogliono però comprendere fino in fondo!

 

Oggi, come allora, la ricerca di Dio è motivata, spesso, da uno stato di bisogno e di vulnerabilità. Non è certamente una ricerca limpida, ma una ricerca interessata e riduttiva, perché al centro non è Dio e la Sua infinita misericordia, ma, resta solo il mio io raggomitolato e soffocato dai suoi bisogni e schiavitù materiali e fisici, aimè! Cerchiamo pane non Chi ci dona il pane! Crediamoil nostro ‘io’, non il nostro Dio, Padre e Datore del Pane di vitache dona vita, il Figlio amato, per noi sacrificato e immolato.

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18a domenica ordinaria 5 agosto 2018

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